Ah, l’eterna diatriba: seguo il cuore o la mente? Personalmente direi entrambe.
Nello specifico, è determinante imparare ad ascoltarsi al punto da integrare tutte le voci del nostro mondo interiore.
Schizofrenia? Assolutamente sì.
È altrettanto importante comprendere che non esiste un approccio “giusto” o “sbagliato” e non mi stancherò mai di dirlo, esiste quello che funziona per te o che non funziona.
Chi si specializza in un ambito del coaching verrà cercato magari da chi ha già molto chiaro in testa su cosa desidera lavorare e preferisce compartimentalizzare.
Tra risorse mentali e intelligenza emotiva
Il Mental Coach si concentra su strategie e tecniche finalizzate al potenziamento delle risorse mentali (concentrazione, motivazione, la tanto decantata resilienza, ecc…) mentre l’Emotional Coach aiuta a sviluppare l’intelligenza emotiva per individuare, comprendere e gestire al meglio (in modo sano) le proprie emozioni.
Noi umani siamo fatti da entrambi questi mondi, che a volte dialogano con apertura ma che spesso si zittiscono a vicenda. E il più delle volte, senza che ce ne rendiamo conto.
Ritengo che l’unica ricetta sana sia apprendere l’ascolto e accettare la nostra complessità, la confusione dei segnali e gestire al meglio quello che abbiamo.
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Coaching come manutenzione straordinaria
Vi capita mai di prendere una direzione/decisione ed essere convinti di averlo fatto di cuore per poi accorgervi di aver solo agito mentalmente?
A me spesso. È un casino! Oltre ad avere un velo di frustrazione e sentire una vocina che mi martella “ma veramente Sara? ma di nuovo?” Eh. Sì…
Perchè ci sono tanti micro fili che guidano da dietro le quinte: a volte andiamo col pilota automatico, illudendoci d’aver fatto una lista ben dettagliata dei pro e contro, e poi magari scegliamo solo di pancia (magari!), o peggio crediamo di “sentire” e invece stiamo “solo pensando”.
Quindi perchè dico “due facce della stessa medaglia”? Eh, perchè quasi mai è tutto solo mentale o solo emozionale, ma è importante comprendere che, a seconda del momento del viaggio in cui ci si trova, una parte di noi può aver bisogno di maggiore attenzione di un’altra.
Ormai è risaputo e direi anche inflazionato che “la mente mente”, ma ricordiamoci che il compito principale del cervello è la sopravvivenza, perciò ogni volta che si presenta una situazione che anche in minima parte attiva il ricordo di qualcosa di pericoloso (anche se non mortale), reagirà volendo proteggere il sistema.
Ma se non lo sai, non puoi riconoscere il gioco.
Il coaching ti aiuta a vedere meglio come funzioni tu.
E l’utilità deI coaching specializzato non è che ignora le altre parti, semplicemente lavora su una parte specifica che richiede manutenzione straordinaria.
Se l’argomento ti interessa, mi piacerebbe parlarne con te.
Mi trovi al +39 331-8035856 o via email coachme@saracattani.it