Sembra un’impresa un po’ pretenziosa, eppure è possibile

Il Life Coach approccia il lavoro da un punto di vista olistico, di sistema integrato. Per semplificare, in base alle esigenze che di volta in volta si palesano, questo tipo di coach si sintonizza sul canale richiesto e si lavora su quell’area della vita che richiede maggior attenzione in quel momento. 

Il suo ruolo è fare da specchio, aiutandoti ad individuare (e mettere in pratica) degli strumenti che, passo dopo passo, possono portare a migliorare la qualità della vita della tua vita. 

Non so dire se la vita diventi più facile, ma è utile ed importante attrezzarsi sapendo che, quando si sta nuotando in acque molto agitate, ci sono le vele, c’è il motore, ci sono i remi e altre “dotazioni di bordo” per non affondare. 

Ho scientemente parlato di dotazioni di bordo perchè una delle chiavi fondamentali del coaching è mostrare che le risorse per la soluzione dei propri blocchi sono intanto e soprattutto quelle interiori di ciascuno di noi. 

Un aiuto per affinare lo sguardo

Significa che dobbiamo smazzarci tutto da soli? Assolutamente no. 

Gli esperti dicono che l’estremizzazione dell’indipendenza diventa isolamento ed è una risposta post-traumatica, non sana. 

Quindi avere un tessuto sociale di amicizie, collaborazioni, amori, famiglia è fondamentale per la salute mentale, ed è altrettanto importante assumersi la responsabilità per l’appagamento dei propri bisogni, rivolgendo lo sguardo all’interno. 

Il Life Coach ti può aiutare ad affinare quello sguardo, ad implementare tecniche per lavorare sulle diverse aree della vita che hanno bisogno di revisione.

Personalmente non amo le etichette, perché sono limitanti. Quando si tratta di noi esseri umani la complessità che ci caratterizza è tale che confinare un’area quasi non fosse interdipendente alle altre, a mio avviso, è un approccio che restringe e ci illude di funzionare per compartimenti stagni. 

Siamo un sistema fatto di sotto-sistemi, eco-sistemi che dialogano costantemente, specialmente a livello inconscio. 

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Uno sguardo attento per delineare la mappa del viaggio

Se io mi mettessi in mano ad un coach e mi chiedesse “su quale area vuoi concentrarti?” posso essere più o meno consapevole, ad esempio, di avere dei blocchi emozionali, ma vorrei che nel guidarmi si domandasse anche se sono soddisfatta del mio lavoro, se coltivo pratiche spirituali e se faccio movimento fisico, etc. 

Ecco, il Life Coach ha un approccio olistico che io trovo inclusivo e onnicomprensivo. 

Significa che sappia tutto di tutto? Ma per carità, no. 

Tuttavia coltiva uno sguardo attento a dei segnali riconoscibili che aiutano a delineare la mappa del viaggio di quel momento.

Se l’argomento ti interessa, mi piacerebbe parlarne con te. 

Mi trovi al +39 331-8035856 o via email coachme@saracattani.it